E' un giorno qualunque dell'inizio di un anno qualunque e apri due bottiglie e intanto riassaggi altre bottiglie mezze vuote dei giorni precedenti e vedi distratto un documentario sulla coltura del riso nel nord Italia e leggi la controetichetta di un Cereale Biologico Senza Grassi Tropicali e sbricioli con un dito la mollica della consistenza del gesso di un pane vecchio 2 giorni. E poi ti versi i due vini. E li bevi. Ed è come un raggio verde. Prima nella tua mente c'era il buio. Poi un crepuscolo. Poi forse una luce forte. E senti che, in qualche modo, questi due vini forniranno un trait d'union tra quel baccanale felice che è stato il 2010 e quegli anni 0 che sono stati il dopoguerra italiano. Che ti daranno una storia da raccontare. I due vini vengono da uve considerate povere, sgraziate, i cugini scemi da fargli saltare la scuola e mandare a lavorare. Due dei tanti Calimero del panorama ampelografico italiano, massificati e mortificati a più no...