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Visualizzazione dei post con l'etichetta Filippo Manetti

IL VINO E' VINO E HA DA PUZZA'. FORSE.

Il nostro caro Gabriele Succi , ovvero Mr. Costa Archi e autore di vini definibili con una certa raffinatezza con le palle , uno che potrebbe andare in Toscana e menare (simbolicamente) il 90% dei loro super-qualcosa, nonché autore in compartecipazione con madrenatura del più grande Cabernet Sauvignon mai prodotto su queste terre di Romagna (il Prima Luce 2007 ), in un commento nell' ultimo post in cui, insomma, l'analisi descrittiva dei sentori nel Fontana Dei Boschi 2010  di Vittorio Graziano rimandava sommariamente ad una visita in porcilaia, ha voluto mettere i puntini sulle i e piazzare distinguo e paletti tra Natura e Puzza . La puzza o tanfo o fetore o formazione-di-odori-poco-piacevoli (ci vorrebbe un chimico per definire esattamente l'empirica esperienza di un olezzo che intercettato dalle nostre narici viene rielaborato attraverso la nostra esperienza in qualche cosa di spiacevole) non è cosa buona né giusta. E' un difetto, nell'uomo (credo) e nel ...

PAOLO FRANCESCONI. O LA VITICULTURA UNDERSTATEMENT.

C'è un'Italia che lavora seriamente.  Senza proclami, senza guardarti con gli occhi iniettati di sangue, senza alzare il livello dei decibel e procurarti un ronzio alle orecchie e al cervello. Un'Italia ai limiti dell'eversività che considera una retribuzione la diretta conseguenza della quantità e qualità del proprio lavoro. Gente che messa in un'agorà spesso caciarona e viziosa come il web o il giornalismo cartaceo, si ritroverebbe spaesata e quantomeno fuori posto. Gente che, diciamo, tende a defilarsi dalla marea di guano che parrebbe ricoprire tutto e tutti perché questa è gente che sgobba e che cerca un confronto sereno con quello che fa. Gente che coltiva il dubbio, nel senso che è nel dubbio che scatta la scintilla per migliorarsi. Gente che ha pudore. Gente che lavora, fatica, si appassiona e le chiacchiere stanno a zero. Gente che è ossigeno per questa stanzetta convulsa e sovraffollata che è l'Italia.  Non so se in ogni casella di questo ritratto it...

TEXIER© : CONTRO IL LOGORIO DELL'ENOLOGIA MODERNA

Qui si vuole decretare il vincitore della classifica sentimental-analitico-gustativa dell'anno solare 2010. Cioè, ci sarebbe un vincitore sentimentale, un vino la cui unità di misura nella bevuta è  Il Secchio . Un progetto fantastico di un grande personaggio come Gian Marco Antonuzi , e che è, oltretutto, buonissimo:  il Litrozzo Bianco 2009 . L'esplosione di entusiasmo provata a Cerea si è confermata e ampliata nei mesi. La descrizione che ne feci sul blog (e che Andrea Scanzi in un post del suo Il Vino Degli Altri ha gentilmente riportato) coglieva esattamente un punto fondamentale: un vino a cui tornare senza sosta, un creatore di sete quando si ha bevuto abbastanza, un sapore che faccio fatica ancora a togliermi dalla testa. Massì, il vino più buono a Cerea 2010. 2010 appunto. Anno che ha donato una cavalcata selvaggia di nuovi sapori, di qualcosa di nuovo anzi d'antico, di emozioni autentiche laddove si dubitava di poterne ancora provare. Il mercato fa sempre più ...