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PAOLO FRANCESCONI. O LA VITICULTURA UNDERSTATEMENT.

C'è un'Italia che lavora seriamente.  Senza proclami, senza guardarti con gli occhi iniettati di sangue, senza alzare il livello dei decibel e procurarti un ronzio alle orecchie e al cervello. Un'Italia ai limiti dell'eversività che considera una retribuzione la diretta conseguenza della quantità e qualità del proprio lavoro. Gente che messa in un'agorà spesso caciarona e viziosa come il web o il giornalismo cartaceo, si ritroverebbe spaesata e quantomeno fuori posto. Gente che, diciamo, tende a defilarsi dalla marea di guano che parrebbe ricoprire tutto e tutti perché questa è gente che sgobba e che cerca un confronto sereno con quello che fa. Gente che coltiva il dubbio, nel senso che è nel dubbio che scatta la scintilla per migliorarsi. Gente che ha pudore. Gente che lavora, fatica, si appassiona e le chiacchiere stanno a zero. Gente che è ossigeno per questa stanzetta convulsa e sovraffollata che è l'Italia.  Non so se in ogni casella di questo ritratto it...

DA O A 2011 E RITORNO

E' un giorno qualunque dell'inizio di un anno qualunque e apri due bottiglie e intanto riassaggi altre bottiglie mezze vuote dei giorni precedenti e vedi distratto un documentario sulla coltura del riso nel nord Italia e leggi la controetichetta di un Cereale Biologico Senza Grassi Tropicali e sbricioli con un dito la mollica della consistenza del gesso di un pane vecchio 2 giorni.  E poi ti versi i due vini. E li bevi. Ed è come un raggio verde. Prima nella tua mente c'era il buio. Poi un crepuscolo. Poi forse una luce forte.  E senti che, in qualche modo, questi due vini forniranno  un  trait d'union  tra quel baccanale felice che è stato il 2010 e quegli anni 0 che sono stati il dopoguerra italiano. Che ti daranno una storia da raccontare. I due vini vengono da uve considerate povere, sgraziate, i cugini scemi da fargli saltare la scuola e mandare a lavorare. Due dei tanti Calimero del panorama ampelografico italiano, massificati e mortificati a più no...

TEXIER© : CONTRO IL LOGORIO DELL'ENOLOGIA MODERNA

Qui si vuole decretare il vincitore della classifica sentimental-analitico-gustativa dell'anno solare 2010. Cioè, ci sarebbe un vincitore sentimentale, un vino la cui unità di misura nella bevuta è  Il Secchio . Un progetto fantastico di un grande personaggio come Gian Marco Antonuzi , e che è, oltretutto, buonissimo:  il Litrozzo Bianco 2009 . L'esplosione di entusiasmo provata a Cerea si è confermata e ampliata nei mesi. La descrizione che ne feci sul blog (e che Andrea Scanzi in un post del suo Il Vino Degli Altri ha gentilmente riportato) coglieva esattamente un punto fondamentale: un vino a cui tornare senza sosta, un creatore di sete quando si ha bevuto abbastanza, un sapore che faccio fatica ancora a togliermi dalla testa. Massì, il vino più buono a Cerea 2010. 2010 appunto. Anno che ha donato una cavalcata selvaggia di nuovi sapori, di qualcosa di nuovo anzi d'antico, di emozioni autentiche laddove si dubitava di poterne ancora provare. Il mercato fa sempre più ...

VINO PER DEFICIENTI 2: LA RESA DEI TONTI.

" Buona parte del giornalismo [rock] è composto da gente che non sa scrivere che intervista gente che non sa parlare per gente che non sa leggere ."          Frank Zappa E' come se una parte della mia mente non ne avesse potuto più e fosse andata in una ipotetica piazza a protestare e un'altra parte della mia mente, quella vagamente larussaignazio, avesse iniziato a gridare con un megafono "Disperdetevi!" mentre manganellava qualsiasi cosa si muovesse nel raggio di qualche chilometro.   Diciamo che nella vita di chiunque è normale avere momenti in cui baceresti i bambini sulla fronte e Amore è più di una parola di 5 lettere, e altri momenti in cui l'idea di una personale resa dei conti col resto dell'umanità pare vicina perché la tua testa è come una pentola a pressione che bolle da troppo tempo (e, come sempre, 5 minuti di uno Spike Lee rendono bene l'idea del bollore).  E se non si vuole diventare autisticamente intolleranti, se non si ...

WIKILEAKS: LA GRENACHE VUOTA IL SACCO

File nr. 832763456. Oggetto: GRENACHE : Dalla Francia alle Marche passando dalla Sardegna. Inizio decriptazione . Mentre le prime rivelazioni della creatura di Assange assumono la detonante forza di una barzelletta (ci sono una tedesca precisa ma con poca fantasia, un russo dipendente dalla vodka e dal gas, un italiano mignottaro e cazzaro, un francese arrogante e mangia-rane e da qualche parte un fantasma formaggino), i reclusi nerds al servizio di Wikileaks hanno scovato gli atti di una riunione carbonara tenutasi in località misteriosa (Enologica a Faenza). Atti la cui divulgazione rivela inquietanti verità al mondo. E cioè che la Grenache è buona, è tanta ed è, quasi, dappertutto. Il manipolo di facinorosi seduti attorno ad un tavolo e circondato da bottiglie, si era messo in testa poi di dare una seppur parziale idea di cosa fosse la Grenache e di intraprendere, diciamo, un viaggio nell'identità sfaccettata di questo vitigno . Dal Rodano alle Marche, per precisione.  Si...

TERROIRISMO

"Il terroir può essere definito come un'area ben delimitata dove le condizioni naturali, fisiche e chimiche, la zona geografica ed il clima permettono la realizzazione di un prodotto specifico ed identificabile mediante le caratteristiche uniche della propria territorialità."   da Wikipedia . "A tale concetto (il terroir) si ispirano le leggi o le denominazioni che dovrebbero tutelare e garantire le origini di un vino. Esse derivano dalla “zonazione”, cioè una delimitazione in macro o micro zone di territorio, che si concreta nel nome geografico del vino. In passato la zonazione seguiva usi e consuetudini locali, peraltro affidabili e costanti. Oggi ci si avvale di mezzi scientifici. Non di rado la scienza ha attestato ciò che la consuetudine, ossia l’esperienza, aveva già stabilito." dal blog di Gian Luca Mazzella su ilfattoquotidiano.it . L' Armani ( Giulio , quello vero che non fa vestiti, profumi, cellulari) stava introducendo dei vini ad una degu...

IO SONO UN AUTARCHICO: ENOTECA LE LUNE

Diego che era maroniano quando ancora la parola Maroni indicava o dei frutti autunnali o cose che si potevano rompere per noia o molestie. Diego che la testa e il palato gli funzionano bene e conseguentemente in maniera autonoma.  Diego che poi di Maroni si è rotto (e non solo di lui) e ha continuato a farsi la sua guida personale, tutta nella sua testa e al servizio dei clienti. Diego che a noi piacevano tanto le concentrazioni e il frutto e lui faceva Mah e ci parlava di beva e digeribilità e naturalità quando forse ancora queste parole associate al vino non esistevano. Diego che è sempre 10 anni avanti. Diego che la Francia ha qualcosa (e oltre) da insegnarci e noi credevamo che fosse solo fuffa. Diego Amaducci è l'uomo dietro l' Enoteca Le Lune a Imola. Un uomo che ha fatto formazione culturale. Nel senso più ampio del termine. In un mondo ideale, ognuno fa il mestiere che gli piace: Diego si è creato questo mondo, pur nelle enormi difficoltà del Mondo. Non è retorica: ...