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Visualizzazione dei post da 2011

SCIOCCHEZZAIO (E DIZIONARIO DEI LUOGHI COMUNI)

A) E così passò un'altra Enologica.  La direzione comunica che il vino più buono della manifestazione faentina era il Campiume 2007 di Filippo Manettinonostante la volatile (CB47, per approfondimenti vedere a metà del punto C); che i Lambruschi spaccavano (ed è una cosa positiva) e i Sorbara di Paltrinierisono proprio dei piccoli (?) sciampagne e i Grasparossa di Fattoria Moretto delle spremute d'uva ma con gli attributi (palle pareva brutto); che Costa Archirulez (= slang americano che letteralmente significa regna e nello specifico si potrebbe tradurre con E' il meglio) e in cantina gli covano delle uova d'oro (= sangiovesi 2009 e 2010) e vorrei averla sotto casa per andarci ogni mattina in pigiama a bere; che i Biologici di Brisighella adesso si chiamano Bioviticultori e che gli piace vincere facile, basta mettere insieme 6 fuori-quota e sparare una serie di vini strepitosi; che si, i rossi puzzano e i bianchi hanno la volatile (CB47, vedasi sempre punto C), ma ne La…

IL VINO E' VINO E HA DA PUZZA'. FORSE.

Il nostro caro Gabriele Succi, ovvero Mr. Costa Archi e autore di vini definibili con una certa raffinatezza con le palle, uno che potrebbe andare in Toscana e menare (simbolicamente) il 90% dei loro super-qualcosa, nonché autore in compartecipazione con madrenatura del più grande Cabernet Sauvignon mai prodotto su queste terre di Romagna (il Prima Luce 2007), in un commento nell'ultimo post in cui, insomma, l'analisi descrittiva dei sentori nel Fontana Dei Boschi 2010 di Vittorio Grazianorimandava sommariamente ad una visita in porcilaia, ha voluto mettere i puntini sulle i e piazzare distinguo e paletti tra Natura e Puzza. La puzza o tanfo o fetore o formazione-di-odori-poco-piacevoli (ci vorrebbe un chimico per definire esattamente l'empirica esperienza di un olezzo che intercettato dalle nostre narici viene rielaborato attraverso la nostra esperienza in qualche cosa di spiacevole) non è cosa buona né giusta. E' un difetto, nell'uomo (credo) e nel vino (quasi sic…

NON AVVELENARSI COL LAMBRUSCO

Poco tempo fa mi sono imbattuto (perché in rete ci si imbatte) in un blog di un giovane americano ex-sommelier in madrepatria che ora sta a Parigi (poveretto) e lavora nella moda, la quale moda in effetti non c'entra nulla col mondo del vino (è lui il primo ad ammetterlo), specie del vino naturale; epperò il young american si diverte a scrivere di wine-bar, ristoranti (se masticate l'inglese, leggetevi il divertente "La peggiore ospitalità del sistema solare" dove allo stereotipo del ristoratore cafone francese viene data nuova linfa), scorrazzate in giro con gli amici a visitare vignerons.
Ah si. Il blog si chiama Not Drinking Poison In Paris, ossia Non Bere Veleno a Parigi (nome dalla cui chiave di lettura decisamente ironica ho figliato il titolo di questo post). Recentemente Aaron Ayscough (che è come si chiama il tipo) è andato in Piemonte e si è sparato un sacco di aziende e ristoranti e wine-bar. E in questo post racconta come lui e i suoi amici si fossero ferma…

IL BELLO E LA BESTIA

Ovvero, di come 2 assaggi possano risultare emblematici e rappresentare il vino nelle sue sfaccettature oserei dire "ideologiche" laddove le ideologie sono morte e anche il Paese non si sente tanto bene (per non dire del Paese o Paesone del vino) e dappertutto si avverte un senso di caos e/o frullato e/o spezzatino (appunto) ideologico/critico essendo il Re morto e il Papa indisposto e per formulare una qualsivoglia opinione su cosa deve essere il vino bastano un cavo orale e un dito opponibile necessario per impugnare un bicchiere e digitare su una tastiera.
Grazie.
Signori, la Bestia.

Montepulciano d'Abruzzo Harimann 2002 (Pasetti)
Curioso. E' stata una delle ultime illuminazioni maroniane, di quando del Luca ci si poteva fidare se sparava un votone (o giù di lì). Chessò, le strepitose annate 2000 e 2001 con dei 33 in consistenza solo perché 33 era il massimo. La 2005 che prende 96/100. Il punto di contatto tra solido e liquido. Frutto/uva raddensato sino a diventare u…

CARO DIARIO

.... 2011 Caro diario, l'estate è iniziata con la pioggia poi c'è stato il sole e poi ancora pioggia. Non so se sia un bene o un male. Se fossi una vite, magari starei anche bene perché un po' devo patire (me lo dice sempre il mio compagno/agricoltore) ma quell'acqua me la sono sparata dritta fino alle radici. Per me che bevo, amo e prego (di poter amare e bere sempre più), va molto bene così, con la sera un fresco da golfino e zero ferie e cantine amiche da svuotare. E di questo ti volevo parlare.
11 Luglio 2011 Caro diario,  io e G. siamo stati invitati dall'amico I. ad una cena nella sua residenza che sta tra Bologna e Imola, una specie di hinterland pieno di borghetti e outlet e residenze padronali e, insospettabilmente, natura. A Ravenna c'è il caldo/umido che dicono tutti sia il peggio perché 'sta specie di acqua galleggiante moltiplica le sensazioni. Ma nella casa dell'amico I. l'umido se lo succhia la natura e c'è pure del venticello e la fam…

PANEVINO: IL VINO E' UNA COSA SERIA E ALLORA FACCIAMOCI UNA RISATA

E insomma si era preso la macchina con un amico e si era andati a San Marino o Il Paese dell'IVA Ballerina, e passando lo stradone dove spuntano casualmente delle piante tra un Outlet e l'altro, si era arrivati ad un cartello che faceva strano e molto secolo-scorso "DOGANA", e dopo una rapida e molto italiana inversione a U si era alla fine arrivati all'Enoteca Valentini.
L'Enoteca Valentini è una roba che per molto tempo ha prodotto un involontario e pavloviano eccesso di salivazione anche al solo pensiero dei Beni-di-Dio conservati tra le sue mura e, soprattutto, dei prezzi dei suddetti Beni-di-Dio, prezzi che il titolare spuntava (e spunta) attraverso un'aggressiva politica di marketing denominata "Io ti compro un bancale di vino e te lo pago sull'unghia ma tu, produttore, devi farmi uno sconto" unita alla famosa IVA ribassata. 
Pertanto l'idea del pellegrinaggio all'eremo vinoso sammarinese era, come sempre, di curiosare tra gli sc…

GEORGIA-FRIULI: 6 (e anche meno) GRADI DI SEPARAZIONE

Questa vita è 'na catena. Lo cantava Dalla il Lucio probabilmente riferendosi al malinconico e doloroso andare che a volte ha la vita e, altrettanto probabilmente, sfiorando senza volontà la teoria proposta nel 1929 dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy secondo la quale ogni persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari (nota 1). Nel vino la cosa è semplificata. Tendenzialmente i gradi di separazione sono ancora meno. E sottili come carta-riso. Il mondo del vino è un microcosmo, a volte pare una serra popolata da monomaniacali patologici che comunicano attraverso suoni gutturali, attraverso strani fonemi compresi solo dagli abitanti di questa serra. E, a volte, senza nemmeno comprendersi neanche tra di loro, separati da poco comprensibili dialetti e particolarismi. Forse siamo esperimenti in vitro di un qualche Bacco di terz'ordine.  Ma quando pare di vagare soli, di girare a vuoto in una stanza sempr…