Passa ai contenuti principali

PALINSESTO

Magari qualcuno se n'è accorto. Magari no.
Ho iniziato a collaborare con degli amici. Gli Amici Del Bar
In pratica, i miei post sono trasmigrati in quel portale/bar/collettivo/comune. 
Ogni tanto, magari, tornerò a scrivere qualcosa qui. Magari no.
Intanto, ecco l'elenco dei post in costante aggiornamento:
-Virus
-Se niente importa, perché parliamo di vino naturale? (Parte 1)
-Se niente importa, perché parliamo di vino naturale? (Parte 2)
-Bud & Terence
-Sete
-33 Tuderi 2003 tutti e 33 trotterellando
-Dial 'M' for Montepulciano (Marche Galore)
-Los Vinos Hermanos
-Memorabilia ad 2013
-Method man
-Benito e Pollock
-Zang Tumb Tafon
-Punch-Drunk Love
-Vino Per Deficienti 1
-Ghost-Wines (Bootleg Series, Vol. 1)
-Fornovo 2014: avanti al centro contro gli opposti estremismi
-Memorabilia ad 2014
-Dogma 15
-Quella Forse Cosa Buona

Commenti

Posta un commento

Post popolari in questo blog

DI CIO' CHE E' FATTO IL MALE: LO ZOLFO (cioè, forse)

La prima volta che ho sentito parlare di anidride solforosa (per gli amici SO2) in certi termini è stata una serata con Radikon a Faenza. Diciamo la prima volta che ho iniziato a riflettere sulla SO2 in termini di formulazione chimica, di salute e di utilizzo nel settore alimentare e, in specifico, nel vino. Il fatto è che Radikon non aggiunge solforosa ai suoi vini. Non è l'unico e non è stato il primo. Ricordo miticizzate cuvée di Cornas di Thierry Allemand (i francesi dicono di aver fatto quasi tutto prima di noi e molto spesso è vero). Però quella sera ci spiegò i motivi di quella scelta. Motivi che ritrovate perfettamente spiegati nel suo sito.
Negli anni ho iniziato a leggere qualcosa, a fare domande ai produttori. Sono apparsi sempre più vini senza SO2 (cioè, senza che sia aggiunta perché, oramai è chiaro, è prodotta naturalmente in vinificazione) e con le diciture più diverse (così, ad esempio, scriveAntonuzi de Le Coste). E ho iniziato a pensare ai solfiti come al Male, a …

PANEVINO: IL VINO E' UNA COSA SERIA E ALLORA FACCIAMOCI UNA RISATA

E insomma si era preso la macchina con un amico e si era andati a San Marino o Il Paese dell'IVA Ballerina, e passando lo stradone dove spuntano casualmente delle piante tra un Outlet e l'altro, si era arrivati ad un cartello che faceva strano e molto secolo-scorso "DOGANA", e dopo una rapida e molto italiana inversione a U si era alla fine arrivati all'Enoteca Valentini.
L'Enoteca Valentini è una roba che per molto tempo ha prodotto un involontario e pavloviano eccesso di salivazione anche al solo pensiero dei Beni-di-Dio conservati tra le sue mura e, soprattutto, dei prezzi dei suddetti Beni-di-Dio, prezzi che il titolare spuntava (e spunta) attraverso un'aggressiva politica di marketing denominata "Io ti compro un bancale di vino e te lo pago sull'unghia ma tu, produttore, devi farmi uno sconto" unita alla famosa IVA ribassata. 
Pertanto l'idea del pellegrinaggio all'eremo vinoso sammarinese era, come sempre, di curiosare tra gli sc…

L'IMMIGRATO

Ciao, mi chiamo Franco e sono siciliano. Siciliano dell'Etna. La Montagna, come la chiamiamo noi. Per anni ho lavorato nel mio paese importando birra. Io amo la birra. La birra mi emoziona. Cioè, certe birre. Così ho iniziato a girare. Volevo capire come si facesse, chi erano gli uomini che la facevano. Volevo vedere dove nasceva. Poi mi sono deciso. Ho trovato un posto meraviglioso, del luppolo stupendo e mi sono trasferito. In Belgio. Sembra assurdo, vero? Un italiano che va a fare la birra in Belgio, in casa dei migliori produttori. Però avevo le mie idee. Volevo lavorare naturale e pulito. Volevo cercare di far esprimere a quel territorio il meglio possibile. Senza compromessi. Ho fatto prove, ho commesso errori, qualcuno beveva le mie birre e mi guardava storto. Ma poi. Ma poi tutto piano piano ha cominciato ad andare meglio. Le birre piacevano sempre più. La gente ha cominciato a volermi bene. E sono diventato più belga dei belgi. E' non è un lieto fine?
Questa è una stor…